Istituto Comprensivo di Filottrano
scuola media "Beltrami"

 

Le etichette alimentari

Per informare il consumatore sul contenuto della confezione, c'è l' etichetta, che spesso è tutt'uno con il contenitore e si può dire che rappresenti la "carta d'identità" del prodotto.
Un' etichetta corretta deve risultare completa di tutti i dati indispensabili per poter valutare il prodotto.Da un esame attento delle etichette appaiono evidenti caratteristiche generali che si prestano a critiche e che dimostrano come, nonostante i notevoli progressi in termine di chiarezza, derivati dall'applicazione delle norme CEE, si potrebbe ancora migliorare l'aspetto informativo, che più interessa al consumatore.
  • Le indicazioni obbligatorie nelle etichette dei prodotti preconfezionati:
    1) La denominazione di vendita: (es. TARALUCCI) il nome con cui il prodotto è comunemente conosciuto.Per legge è necessario riportare il nome con cui un prodotto alimentare è comunemente conosciuto, spesso esso è confinato in secondo piano mentre è riportato ben in evidenza il "nome proprio", creato dall'industria o dai tecnici pubblicitari.
    Questo è frequentemente un termine fantasioso, inventato utilizzando, come per gli slogan pubblicitari,metafore, giochi di parole.Ad es."tenerè"(nome usato per un tonno usato per un tonno all'olio di oliva)ne sottintende tutta la tenerezza ;"maya"invece far riferimento all'antico popolo del centro America che si cibava di mais , da cui si ricavava l'olio di semi. Alcuni nomi inventati sono divenuti tanto abituali da sostituire nel linguaggio comune il termine proprio del prodotto: è il caso "sottilette"parola che ha soppiantato quella più specifica di "formaggio fuso a fette".Anche "scottex" è un nome ormai entrato nel linguaggio comune per indicare carte , rotoli da destinare agli usi più vari.
    La denominazione di vendita deve anche fornire indicazioni sullo stato fisico del prodotto o del procedimento subito (es. CACAO IN POLVERE, PESCE SURGELATO).
    2) Elenco degli ingredienti: per ingredienti si intende qualsiasi sostanza compresi gli additivi*, utilizzati nella fabbricazione o nella preparazione di un prodotto alimentare presente nel prodotto finito, anche se in forma modificata.L'elenco degli ingredienti, spesso scritto con lettere minuscole sui bordi della confezione, e comunque non mediamente reperibile.
    Gli ingredienti vanno elencati in ordine di peso decrescente.
    3) Quantità netta:deve essere espressa in unità di volume per i prodotti liquidi,in unità di massa per gli altri prodotti.
    4) Termine minimo di conservazione: data di scadenza. Il termine minimo di conservazione o la data di scadenza: sovente la ricerca di questi dati risulta laboriosa in quanto possono essere posizionati in varie parti dell'etichetta o addirittura della confezione (sui lati della confezione, sul fondo, sul coperchio ecc.); anche la lettura non è sempre immediata come dovrebbe essere, in quanto, nel caso di punzonatura, è necessaria una opportuna lu
    5) Marchio depositato e la sede o del fabbricante o del confezionatore . Assieme al nome proprio dell'etichetta viene dato molto risalto al marchio del prodotto che può essere rappresentato da un vero e proprio stemma o da forme diverse, create dai designers. Lo scopo del marchio è quello di far riconoscere a colpo d'occhio un proprio prodotto o una intera linea di produzione, conferendo a tempo stesso prestigio e classe (soprattutto nel caso dello stemma e del motto nobiliari).
    6) Sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento
    7) Il titolo alcolometrico: per le bevande con contenuto alcolico superiore a 11° in volume.
    8) Una dicitura: che consente di identificare il lotto di appartenenza del prodotto per lotto si intende un insieme di unità di vendita prodotte, fabbricate o confezionate in circostanze identiche.
    9) Le modalità di conservazione e di utilizzazione: sono in genere limitate al minimo indispensabile mentre potrebbero essere più dettagliate e precise rappresentando in tal modo una via alternativa e molto capillare all'informazione del consumatore.
    10) Le istruzioni per l' uso: dove è necessario
    11) Il luogo di origine o di provenienza

    Il prezzo : il grande assente delle etichette compare solo nel caso di sconti o offerte speciali; il codice a barre** ha ormai soppiantato completamente anche i talloncini adesivi che nei negozi apponevano sulle confezioni. Si ritrovano sempre più frequentemente invece inserti pubblicitari, relativi allo stesso prodotto ad altri con lo stesso marchio, ricette e consigli culinari sull'utilizzo dell'alimento, concorsi a premi con relativi punti.

    IL CODICE A BARRE

    Il codice a barre, ideato negli STATI UNITI e nel CANADA permette mediante la lettura con un calcolatore di velocizzare le operazioni di carico-scarico- vendita merci.
    Nel 1977 l'ITALIA insieme ad altri Paesi Europei, ha deciso di adottare un unico sistema di identificazione della merce,questo sistema si chiama EAN ed è fatto da circa trenta barre verticali di spessore e distanza diversa con alcuni numeri alla base.
    Le cifre hanno un significato ben preciso:
    1-le prime due cifre si riferiscono alla nazionalità del prodotto, per l'Italia il numero è 80.
    2-Le altre 5 cifre vengono assegnate dalle ditte e si riferiscono al codice dei prodotti, alla loro natura e caratteristica.
    3-L' ultima cifra è il codice di controllo.

 

 


 

Approfondimenti

GLI ADDITIVI CHIMICI ALIMENTARI


A moltissimi cibi oggi sono aggiunti additivi chimici:la magior parte di essi sono innocui e anche utili, ma alcuni servono in realtà soltanto a rendere più "bello" il prodotto (i cosidetti additivi cosmetici) e sono pertanto inutili e
spesso pericolosi.
Ma che cosa s'intende per additivo chimico alimentare ?
Si tratta di qualunque sostanza,di origine naturale o no ,priva di potere nutritivo,che viene intenzionalmente aggiunta agli alimenti per conservarne nel tempo le propietà o per migliorarne particolari caratteristiche di aspetto, di sapore, di odore o di consistenza.
La legislazione italiana classifica gli additi consentiti in diversi gruppi, a seconda della funzione che essi svolgono.Indichiamo di seguito i principali.
additivi conservanti. Servono a impedire che il prodotto vada a male.Comprendono sia gli additivi utilizzati come antimicrobici (per esempio il difenile per gli agrumi, la pimaricina nei formaggi, l'acido sorbico),sia sostanze usate per scopi diversi , ad esempio per migliorare l'aspetto, ma aventi anche una certa efficacia come antimicrobici (per esempio,il nitrido di sodio, i nitrati di sodio e di potassio,l'acido acetico,l'acido lattico),sia infine le sostanze impiegate per evitare l'irrancidimento dei grassi (tra le quali l' acido ascorbicoe la lecitina di soia).
additivi addensati.Servono per aumentare la densita di dederminati prodotti .Fra i più noti ricordiamo l' agar agar ,presente nella gelatine ,nelle carni in scatola,nei gelati ,nei prodotti dolciari; le pectine delle marmellate ,dei budini,ecc;la lecitina di soia nel cioccolato;i polifosfati,per dare consistenza ai formaggi fusi, in particolare ai formaggini e al prosciutto cotto.
aditivi aromatizzati.Sono usati per conferire o ravvivare il sapore a determinati alimenti, solitamente liquori o prodotti dolciari .
additivi coloranti.Restituiscono o migliorano il colore naturale di determinati alimenti.Gli additivi possono essere indicati in etichetta con il loro nome per esteso, oppure con una sliga comunitaria , costituita dalla lettera "E" (Europa) seguita da un numero;la lettera indica gli additivi autorizzati, perchè quelli non autorizzati sono vietati.I coloranti sono numerati da "E" 100 a "E" 199.Da "E" 100a "E" 109 sono classificati i coloranti gialli, da "E" 110 a "E" 119 i coloranti arancioni, da "E" 120 a "E" 129 quelli rossi e così via.
Dobbiamo imparare a prendere dimestichezza con queste sigle, perchè ognuna di esse identifica una certa sostanza, per esempio "E" 220 è l' anidride solforosa, un additivo pericoloso impiegato per la conservazione di molti alimenti!!!