Commercio al dettaglio/ingrosso

Commercio all'ingrosso

Può essere svolto, compreso quello di prodotti ortofrutticoli, carnei ed ittici, dopo la verifica dei requisiti urbanistici e di destinazione d’uso, dei requisiti morali e professionali, effettuata dalla CCIAA competente al momento dell’iscrizione al registro delle imprese.

È vietata l'attività di vendita all'ingrosso e al dettaglio nello stesso locale, tranne che per la vendita dei seguenti prodotti:

  • macchine, attrezzature e articoli tecnici per l’agricoltura, l’industria, il commercio e l’artigianato; 
  • materiale elettrico; 
  • colori e vernici, carte da parati; 
  • ferramenta ed utensileria; 
  • articoli per impianti idraulici, a gas ed igienici; 
  • articoli per riscaldamento; 
  • strumenti scientifici e di misura; 
  • macchine per ufficio; 
  • auto, moto, cicli e relativi accessori e parti di ricambio; 
  • combustibili; 
  • materiali per l’edilizia; 
  • legnami.

Continua a leggere> > >

Commercio al dettaglio

L’attività può essere svolta su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale negli esercizi di vicinato, nelle medie strutture di vendita, nelle grandi strutture di vendita

Esercizi di vicinato

L’apertura, il trasferimento di sede, l’ampliamento della superficie di vendita e la modifica di settore merceologico sono soggetti a segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) da presentare completa di planimetria che individui i locali dove si esercita l'attività, ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, al Comune competente per territorio.

L'inizio dell'attività deve essere comunicato al Comune e alla CCIAA territorialmente competenti. 

Il Comune trasmette  alla CCIAA le variazioni mensili pervenute dai soggetti interessati.

Negli esercizi abilitati alla vendita dei prodotti alimentari è consentito il consumo immediato dei medesimi prodotti, a condizione che siano esclusi il servizio di somministrazione e le attrezzature ad esso direttamente finalizzate. E’ consentita la dotazione di soli piani di appoggio.

L’attività di vendita è esercitata nel rispetto delle vigenti norme in materia igienico - sanitaria, dei regolamenti edilizi e delle norme urbanistiche e di sicurezza e di destinazioni d’uso dei locali.

Il Comune dispone la chiusura di un esercizio di vicinato:
  • se vengano meno i requisiti di morali e professionali;
  • se l’attività è sospesa per un periodo superiore ad un anno, indipendentemente da intervenuti trasferimenti di titolarità; 
  • se non vengono osservati i provvedimenti di sospensione dell’attività; 
  • se vengano commesse gravi e reiterate violazioni delle disposizioni contenute nella presente legge. La reiterazione si verifica qualora la stessa violazione sia stata commessa per due volte in un periodo di dodici mesi, anche se si è proceduto al pagamento in misura ridotta della sanzione.

Centri commerciali

L’apertura, il trasferimento di sede, l’ampliamento della superficie e la modifica del settore merceologico di un centro commerciale sono soggetti ad autorizzazione rilasciata dal Comune competente per territorio, sulla base delle disposizioni stabilite in relazione alle dimensioni complessive della struttura.

La domanda di autorizzazione può essere presentata da un unico promotore o da singoli esercenti, anche mediante un rappresentante degli stessi.

Le medie e le grandi strutture di vendita presenti all'interno del centro commerciale sono autorizzate con autonomi atti contestuali o successivi; gli esercizi di vicinato sono soggetti alla SCIA.

L’intestazione dell’autorizzazione ad altro soggetto, diverso dal promotore originario, non configura subingresso.

Il Comune regola uniformemente gli orari delle attività presenti all'interno del centro commerciale. 


Outlet

La denominazione di outlet, può essere impiegata nelle insegne, nelle ditte, nei marchi e nella pubblicità riferita all'attività commerciale.

E’ vietato porre in vendita negli outlet merci diverse da quelle identificate dall'unico marchio.

I soggetti titolari di outlet sono tenuti a rispettare le norme inerenti le vendite straordinarie e promozionali.

Gli outlet possono assumere la forma di esercizio di vicinato, media struttura di vendita, grande struttura di vendita, centro commerciale.

Salvo l’applicazione delle disposizioni vigenti in materia di pubblicità ingannevole, l’uso della denominazione di outlet in violazione del presente articolo è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000,00 a euro 30.000,00. In caso di violazione grave o di recidiva, il Comune ove ha sede l’esercizio dispone la sospensione dell’attività di vendita per un periodo non inferiore a cinque giorni e non superiore a trenta giorni.


Centri in sede fissa di telefonia e servizi internet

Salvo quanto previsto dal D.lgs. 1° agosto 2003, n. 259 (Codice delle comunicazioni elettroniche), l’apertura, il trasferimento di sede e l’ampliamento della superficie i centri di telefonia e servizi internet in sede fissa, sono soggetti a comunicazione al Comune competente per territorio.

L’attività è esercitata nel rispetto delle vigenti norme in materia igienico - sanitaria, dei regolamenti edilizi e delle norme urbanistiche, di sicurezza e di destinazione d’uso dei locali.

Le attività commerciali o di somministrazione di alimenti e bevande, svolte congiuntamente nei centri di telefonia e servizi internet sono soggette alle disposizioni rispettivamente previste dalla presente legge per le medesime attività.

Le disposizioni  non si applicano agli esercizi commerciali o di somministrazione di alimenti e bevande che mettono a disposizione della clientela un solo terminale di rete, nonché alle biblioteche, alle mediateche, alle scuole, alle strutture ricettive e alle tabaccherie.

Sono fatte salve le disposizioni contenute nel decreto legge 27 luglio 2005, n. 144 (Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale) convertito dalla legge 31 luglio 2005, n. 155.

Esercizi polifunzionali

Nei Comuni montani con popolazione inferiore a 1.000 abitanti e nei centri e nuclei abitati con popolazione inferiore a 500 abitanti di tutti i Comuni, è possibile svolgere congiuntamente in un solo esercizio, oltre all'attività commerciale della tipologia alimentare e non alimentare, la somministrazione di alimenti e bevande e altri servizi di particolare interesse per la collettività, anche in convenzione con soggetti pubblici e privati e in deroga alle disposizioni di cui alla presente legge riferite a ciascuna delle tipologie commerciali interessate.

Gli esercizi polifunzionali devono garantire orari settimanali e periodi di apertura minimi da stabilire in accordo con il Comune.

I Comuni possono concedere, con convenzione, l’uso di immobili ad aziende commerciali che ne facciano richiesta per l’attivazione di esercizi polifunzionali.

I Comuni possono stabilire particolari agevolazioni a favore degli esercizi polifunzionali.

Gli esercizi polifunzionali, nonché gli esercizi commerciali che effettuano attività di vendita al pubblico dei farmaci da banco o di automedicazione ai sensi dell’articolo 5 del d.l. 4 luglio 2006, n. 223 (Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale), convertito in legge con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, inviano copia della comunicazione di cui al comma 1 dell’articolo 5 del d.l. 223/2006 medesimo anche al Comune e all'Azienda sanitaria unica regionale (ASUR).


Normativa Regionale
Regolamenti
Non ci sono Regolamenti in atto
    • REGOLAMENTO REGIONALE 02 marzo 2015 n. 1
    • Disciplina delle attività di commercio in sede fissa, in attuazione del Titolo II, Capo I, della legge regionale 10 novembre 2009, n. 27 (Testo unico in materia di commercio)
Delibere e Decreti
    • DGR n. 1581/2016
    •  

      Con dgr n. 1581/2016 sono state apportate modifiche ai regolamenti regionali n. 1/2015 (regolamento sede fissa) e 8/2015 (regolamentoaree pubbliche)

       

    • DDPF n. 477 del 29.11.11
    • Concessione contributi perla funzionalità e l’organizzazione delle Associazioni dei consumatori e utenti,iscritte nel registro regionale


      DDPF n. 477 del 29.11.11 – contiene la modulistica da utilizzare per laconcessione di contributi regionali per la funzionalità e l’organizzazionedelle associazioni dei consumatori iscritte al registro regionale

    • DDPF n. 478 del 29.11.11
    • Concessione contributi perla realizzazione di progetti di attività delle Associazioni dei consumatori eutenti, iscritte nel registro regionale


      DDPF n. 478 del 29.11.11 – contiene la modulistica da utilizzare per laconcessione di contributi regionali per la realizzazione di progetti diattività delle associazioni dei consumatori iscritte al registro regionale

       

    • Delibera n. 1147 del 03.10.2016
    • Approvato il documento che integra quello del 24.03.2016 sulla individuazione della data di inizio delle vendite di fine stagione

    • Delibera n. 1149 del 03.10.2016
    • Con delibera n. 1149 del 03.10.2016 è stato recepito il documento unitario delle regioni e province autonome contenete le linee guida,i bandi e i facsimile domande per le concessioni in scadenza nei mercati.

    • Delibera n. 1148 del 03.10.2016
    • Con delibera n. 1148 del 03.10.2016 è stato recepito ildocumento unitario delle regioni e province autonome concernente i criteri daapplicare alle procedure di selezione per assegnare aree pubbliche ad attivitàartigianali, di somministrazione e bevande e di rivendita di quotidiani eperiodici

    • Delibera Giunta Regionale n. 120 del 02/03/2015
    • Regolamento regionale di competenza della Giunta regionale concernente: "Disciplina delle attività di commercio in sede fissa in attuazione del Titolo II, Capo I, della legge regionale 10 novembre 2009, n. 27 (Testo unico in materia di commercio)" 
    • Delibera Giunta Regionale n. 479 del 10/04/2012
    • Richiesta di parere alla Commissione assembleare competente ed al Consiglio delle autonomie locali sullo schema di regolamento regionale concernente: "Disciplina del Commercio in sede fissa in attuazione del Titolo II Capo I della L.R. 27/09 (Testo Unico in materia di Commercio)"
    • Delibera Giunta Regionale n. 238 del 27/02/2012
    • Atto di indirizzo interpretativo e applicativo per l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 31, comma 1, del D.L. 6.12.2011 n. 201 convertito in legge 22.12.2011 n. 214 in materia di orari degli esercizi commerciali e relativa applicazione o disapplicazione delle disposizioni contenute nella legge regionale n. 27/09 "Testo unico in materia di commercio"